Vai al men¨ principale Vai al men¨ secondario Vai ai contenuti Vai a fondo pagina
Istituto Comprensivo Emilio Rosetti - Forlimpopoli - FC
ISTITUTO COMPRENSIVO STATALE
"EMILIO ROSETTI"
Via Crocette, 34 - 47034 Forlimpopoli (FC) - Tel. 0543 745077 - 0543 743141
E-mail: foic805005@istruzione.it - PEC: foic805005@pec.istruzione.it
Istituto Comprensivo Emilio Rosetti - Forlimpopoli - FC
Istituto Comprensivo Emilio Rosetti - Forlimpopoli - FC
ISTITUTO COMPRENSIVO STATALE
"EMILIO ROSETTI"
Visualizza circolare
REPUBBLICA ITALIANA MINISTERO DELL'ISTRUZIONE, DELL'UNIVERSITA' E DELLA RICERCA
ISTITUTO SCOLASTICO COMPRENSIVO "E.ROSETTI"
Via Crocette, n. 34 - 47034 Forlimpopoli (FC) - Tel. 0543/745077 - 743141
C.F. 92046640402 - C.M. FOIC805005

Oggetto: Uso e abuso delle chat di messaggistica privata
Protocollo/Numero: 145
Pubblicata il: 01/03/2019
Data ultima modifica: 25/03/2019 07:44:13
Destinatari: Docenti, Genitori, Studenti
Plessi: Scuola secondaria di I grado "M.Marinelli", Scuola Primaria De Amicis, Scuola Primaria Don Milani, Scuola dell'Infanzia "L'Acquerello", Scuola dell'Infanzia "Pollicino", Scuola dell'Infanzia "Spallicci", Scuola dell'Infanzia "G.Rodari"

Ai genitori degli alunni dell’IC Rosetti

p.c. Ai Docenti 

 

Gentili genitori,

ritengo doveroso comunicarvi la mia crescente preoccupazione per l’utilizzo improprio, ormai diffuso, delle applicazioni di messaggistica privata per smartphone, attraverso la quale è possibile creare gruppi di persone che si scambiano messaggi, fotografie, filmati, ecc.

Sempre più frequentemente vengo a conoscenza di alunni di Scuola Primaria e Secondaria che usano questo mezzo per comunicare con amici, compagni di classe ed altri, e spesso i genitori vengono a sottoporre alla mia attenzione messaggi poco edificanti e offensivi ricevuti dai propri figli oppure semplici incomprensioni.

Come è noto, l’Istituto vieta l’uso dei cellulari durante la permanenza a scuola degli alunni, in virtù del proprio regolamento: ciò considerato, la possibilità di intervento su quanto accade tramite l'applicazione di messaggistica nei momenti extra-scolastici, pur coinvolgendo studenti iscritti nella nostra scuola, è limitata, anzi, siamo proprio nell'impossibilità di procedere con interventi diretti sugli specifici fatti di cui veniamo a conoscenza.

In particolare:

1. Chat di classe tra alunni: la chat di classe nasce spontaneamente tra i ragazzi che ne fanno uso in orario extrascolastico; le comunicazioni che vi vengono scambiate non possono essere in alcun modo controllate dalla scuola, né la scuola può esserne ritenuta responsabile.

Le famiglie e i docenti provvederanno a spiegare agli alunni che tutto quanto si scrive in una chat condivisa può diventare pubblico e può essere scambiato e letto anche da chi non si trova iscritto alla chat. Per questo motivo è bene ricordare che un messaggio o un’immagine inviati non ci appartengono più e non riusciamo più a controllarli: chiunque del gruppo potrebbe diffonderli ad altri, anche se noi decidessimo di eliminarli dalla chat stessa.

In aggiunta, il fatto di comunicare a distanza, senza avere davanti l’interlocutore, spesso fa sì che i contenuti sfuggano di mano e si utilizzino linguaggi non opportuni e irrispettosi o si postino immagini senza autorizzazione; situazioni che, oltre a offendere o ferire (rovinando un buon clima di classe), potrebbero avere conseguenze sul piano civile o penale. L’abitudine di richiedere in chat i compiti, poi, è assolutamente sconsigliata, perché è assodato che produce una deresponsabilizzazione degli alunni, che dovrebbero imparare a farsi carico dei propri doveri scolastici, primo tra tutti l’ascoltare l’insegnante e trascrivere sul diario i compiti stabiliti. Inoltre, per una verifica ufficiale dei compiti assegnati, sono state aperte alle famiglie le relative funzioni del registro elettronico.

Si precisa anche che, in seguito all’introduzione del GDPR (Regolamento Europeo n. 679/2016 sulla privacy) WhatsApp, l’applicazione di messaggistica istantanea più popolare, ha modificato i propri termini di servizio e la propria Informativa sulla privacy, stabilendo che il requisito di età per usarla è “avere almeno 16 anni”. Ne discende che i genitori sono responsabili dell’attivazione di tale applicazione da parte dei figli: l’uso improprio della stessa e dei contenuti trasmessi costituisce reato.

2. Chat di classe tra genitori: dovrebbe essere riservata esclusivamente a situazioni amicali e per la richiesta o il passaggio di informazioni che non sia possibile reperire altrimenti, sempre nel rispetto della privacy e dei ruoli di ciascuno.

Si ricorda, infine, che in nessun modo la chat può sostituire una comunicazione ufficiale della scuola.

 

Confido nella vostra collaborazione e vi prego di estendere agli altri genitori queste riflessioni.

 

 

 

Il Dirigente scolastico reggente

Valentina Biguzzi

[Firma autografa sostitutiva a mezzo stampa ai sensi

dell’ art. 3 comma 2 del D.l.vo n. 39/1993]

 

 

 


Anno scolastico: 2018/2019
Responsabile e titolare del procedimento: Dirigente Scolastico
Incaricato/a del procedimento: Graziani Samanta

 Visualizzazioni: 1734Stampa la circolare 
Torna indietro Torna su: access key 5
HTML5+CSS3
Copyright © 2007/2019 by www.massimolenzi.com - Credits
Utenti connessi: 164
N. visitatori: 7691868